Jan 6, 2021

CREDENTI la versione italiana di BELIEVERS è ora disponibile

 

La versione italiana di BELIEVERS è ora disponibile sia nelle varie versioni elettroniche che in brossura, troverete i link nella pagina WHERE TO FIND OUR BOOKS di questo blog.

Questa è la prefazione al libro,

Questa galleria di immagini è il frutto di un progetto durato vent’anni che ha portato alla pubblicazione di sei libri e diverse mostre fotografiche. Non troverete didascalie indicanti luoghi, eventi e tanto meno la fede cui i momenti di preghiera appartengono. Questo lungo periodo di ricerca ha rafforzato la mia convinzione che la fede, individuale e collettiva, risponde a un bisogno comune a tutta l’umanità. I precetti, i riti, le preghiere sono vari ma la profonda radice che gli accomuna ne rivela più le similitudini che le diversità. Se un ordine vogliamo cercare in questo flusso di momenti è un andare dalla preghiera individuale, quella dove la spiritualità più profonda cerca risposte e consolazione, fino alle celebrazioni collettive dove il credere diviene simbolo, evento, comunanza di valori. E sono proprio queste similitudini nella fede, tradotte in gestualità, che mi hanno guidato nell’avvicinare credi diversi, con l’intermissione di luoghi e simboli.

Io non credo. Nel senso che non faccio riferimento a nessuna religione in particolare. E’ vero che ho avuto un’educazione cattolica, come la maggior parte dei bimbi italiani, ma sono poi cresciuto con l’ideologia socialista che descriveva la religione, quella istituzionalizzata e strutturata, come “l’oppio dei popoli”. Che questa sia il più potente strumento di controllo sociale è fuor di dubbio, ma che le ideologie del secolo scorso siano rapidamente cadute nello stesso vortice ideologico è innegabile, con simboli, profeti e celebrazioni collettive che poco avevano da invidiare alle liturgie più conservatrici.

Ho il più grande rispetto per la spiritualità individuale, compresa la mia, dal carattere incerto, per la ricerca di comunione con quella dimensione i cui confini sono indefinibili, così come conservo la mia critica a quelle istituzioni religiose che espandono la loro influenza alla componente politica ed economica della società, a volte con intromissioni importanti, altre volte addirittura con la pretesa di sostituirsi ad esse. Ben poco resta dell’abbandono delle ricchezze del principe Siddhartha nei Sangha contemporanei; e ancor meno degli insegnamenti di Cristo nelle elaborate celebrazioni delle chiese che a lui si riferiscono, spesso tenute in strutture sfarzose che farebbero impallidire qualunque “mercante nel tempio”. Radicalizzazioni ancora più grossolane sono applicate alla essenzialità etica che Maometto aveva esposto nel Corano, ispirato dalla semplicità della vita in ambienti desertici.

Sono considerazioni controverse, facilmente tacciabili di superficialità, per nascondere un’evoluzione che in millenni ha profondamente alterato le dottrine originali. Quello che non è mutato, e che ancora mi affascina, è la sincerità d’animo di chi si inchina davanti a un simbolo, a un luogo, a un paesaggio, in realtà all’inafferrabile, in cerca di se stesso.